Il simpatico nome popolare siciliano di questa pianta ('mmazzacugghiuna) deriva dal fatto che l'infiorescenza spinosa coincide con l'altezza del cavallo dei pantaloni. Così, quando ancora i contadini si piegavano per zappare i loro campi, capitava molto spesso che venissero punti nelle parti intime da questa pianta spinosa e impertinente. Il nome scientifico è Carlina Acaulis della famiglia delle Compositae e si tratta di una piantina molto comune in montagna , sui prativi secchi e sui luoghi petrosi. In antichità era molto famosa per la presunta attribuzione di aver guarito Carlo Magno. Oggi non viene più usata in erboristeria ma, durante l'estate e sempre rispettando molti esemplari, si possono raccogliere i giovani capolini fioriti che, privati dei fiori e delle brattee, si possono mangiare preparati alla stregua dei carciofi. La Carlina è inoltre famosa per le sue proprietà di rudimentale igrometro, da cui le deriva anche il nome di "Segnatempo". I capolini sono infatti molto sensibili all'umidità e si raggrinzano "a palla" quando sono umidi e si distendono di nuovo una volta secchi.
venerdì 17 agosto 2012
domenica 22 luglio 2012
Piante e fiori di Sicilia: L' Arvulu Cacciadiavuli
Negli articoli che seguiranno ho deciso di dedicare uno spazio alle piante "tipiche" della Sicilia. Descriverò così alcune delle piante spontanee, alberi o fiori che crescono sul territorio siciliano indicandone ubicazione, caratteristiche, proprietà e curiosità sui loro nomi o vicissitudini. Mi piacerebbe che questa rubrica, come il resto del blog, fosse uno "spazio condiviso" in cui ognuno possa, attraverso i commenti, condividere esperienze, aneddoti, o racconti personali in merito alle piante descritte.
Apro questo nuovo spazio con un post sull' Abete dei Nebrodi, albero bellissimo ma che purtroppo rischia l'estinzione.
Si tratta di una tipologia di abete risalente probabilmente al periodo Terziario e discendente dall'abete bianco. I pochissimi elementi sopravvissuti si trovano sulla catena montuosa delle Madonie tra i 1000 e i 1500 metri. Il nome popolare siciliano (Arvulu Cacciadiavuli) deriva dalla tradizione cristiana per l'uso che San Filippo d'Agira (piccolo comune in provincia di Enna) ne faceva per "cacciare" via il demonio dai corpi dei fedeli. Altri nomi popolari con cui è conosciuto sono "Arvulu di San Filippu" o "Arvulu cruci-cruci".
martedì 22 maggio 2012
Riserva Naturale Orientata Monte San Calogero (Monte Cronio)
"La riserva naturale orientata Monte San Calogero si sviluppa intorno all'omonimo monte, detto anche Monte Kronio, perchè la leggenda racconta che questo era il luogo della dimora del dio Crono, padre di Giove. La riserva ha un'estensione di 50 Ha, ed è tipologicamente individuata come riserva naturale integrata, al fine di proteggere il complesso ipogeo costituito da cinque grotte principali: stufe di San Calogero, grotta del Lebbroso, grotta di Mastro, grotta Gallo e grotta Cucchiara avente un labirinto aspirante.
Alcune di queste grotte sono state abitate dal 6000 al 2000 a.C., periodo in cui un movimento tellurico aprì un collegamento tra un vulcano secondario sottostante e l'interno delle grotte, creando una circolazione di aria e vapori caldi che ne determinarono il totale abbandono.
La grotta delle stufe vaporose è comunemente chiamata Antro di Dedalo, perchè, all'interno, per beneficiare meglio delle proprietà curative dei vapori termali, furono costruite delle sedute scavate sulla viva roccia. L'attribuzione dell'opera è stata da sempre attribuita a Dedalo, famoso architetto cretese del III millennio a.C."
Tratto da Itinerari ambientali e naturalistici della Provincia di Agrigento.
La riserva è situata all'interno del territorio del comune di Sciacca, a pochi chilometri dal centro abitato. Proveniendo da Palermo è raggiungibile percorrendo la Strada Statale 624 (Palermo-Sciacca).
giovedì 17 maggio 2012
Parco dei Nebrodi: panoramica
Ciao a tutti! Riprendo a pubblicare, dopo lunghissimo tempo, proponendovi un video con una panoramica su alcune delle splendide risorse ambientali e culturali del Parco dei Nebrodi:
Vi propongo, inoltre, una cartina con alcuni itinerari che potrete percorrere all'interno del parco.
Per informazioni più dettagliate vi rimando al sito ufficiale del parco: http://www.parcodeinebrodi.it/?idp=1, da cui sono tratti sia il video che la cartina.
Vi propongo, inoltre, una cartina con alcuni itinerari che potrete percorrere all'interno del parco.
Per informazioni più dettagliate vi rimando al sito ufficiale del parco: http://www.parcodeinebrodi.it/?idp=1, da cui sono tratti sia il video che la cartina.
lunedì 22 agosto 2011
Miti: Poseidone
Il culto di Poseidone è collegato alle più antiche notizie della storia mitica della Sicilia. Il dio del mare veniva infatti considerato padre di Trinaco, il più antico re dell'isola, di Polifemo e di Erice. Si narra, inoltre, che, per delineare i confini fisici del regno del figlio di Eolo, re dei Siculi, con il suo tridente il Nettuno separò la Sicilia dalla terraferma, creando così lo Stretto di Messina. Il culto di Poseidone in Sicilia prese il via da Siracusa, dove venne importato dalla madre patria Corinto, e dove veniva invocato nei giuramenti accanto a Zeus Olimpio. Il culto si diffuse poi in Selinunte, dove si credeva che lo stesso Selinos fosse figlio del dio marino, ma soprattutto a Messina. Qui sorgevano ben tre templi dedicati a lui. Il primo era situato nei pressi di Capo Peloro, tra i due laghi di Ganzirri, le cui colonne in marmo, si dice, vennero utilizzate per la costruzione della cattedrale di Messina. Un secondo si trovava nel centro della città, dove attualmente sorge la chiesa dei Catalani, ed il terzo sulla vetta del monte di Dinnammare. I monti che circondano la zona di Messina venivano inoltre detti “Nettuni” (oggi i monti Peloritani), e qui il culto di Poseidone durò molto a lungo, come testimoniano i denari di Sesto Pompeo in cui da un lato si vede il faro di Messina, su cui sta Nettuno, e dall'altro il mostro Scilla. Del resto, tuttora a Messina, lungo la marina, si può osservare una splendida fontana monumentale, dedicata a Nettuno, e realizzata da Giovannangelo Montorsoli, in stile michelangiolesco, nel 1557. Originariamente la fontana si trovava di fronte alla Palazzata, al porto, con la statua del Nettuno rivolta con le spalle al mare a benedire la città di Messina. Altre due opere realizzate dal Montorsoli in città furono la fonte di Orione, collocata in Piazza Duomo, e la lanterna posta nella zona di San Ranieri.
venerdì 19 agosto 2011
Isole Egadi: Marettimo
L'arcipelago delle isole Egadi, dal latino Aegates, è situato nella zona occidentale della Sicilia, di fronte al tratto di costa che si estende tra Trapani e Marsala. Tra le tre isole maggiori (Favignana e Levanzo le altre), Marettimo è la più lontana dalla costa. Ci si arriva dopo circa un'ora di aliscafo, partendo da Trapani. Da subito Marettimo accoglie il viaggiatore con tutto il suo splendore. I raggi solari proiettati sul verde-azzurro del mare generano infiniti riflessi quasi ipnotici. Sull'isola è presente un unico abitato e si circola solo a piedi o in bicicletta. Per chi vuole trovare natura, silenzio e relax Marettimo è il luogo ideale. E' la sua stessa aspra natura che la difende dall'assalto del turismo di massa. Così, molte sono le occasioni che l'isola offre agli amanti delle escursioni per scoprire il suo ricco patrimonio naturale. Un percorso interessante è quello che prende il via dalla parte finale dell'abitato, subito dopo lo Scalo Vecchio, e conduce a Punta Troia e al suo castello, una fortezza costruita dai Saraceni in cima a un dirupo e terminata poi dagli Spagnoli nel Seicento. Si tratta di un cammino di circa due ore tra ricca vegetazione, paesaggi sconfinati e tratti di costa a dirupo sul mare. All'arrivo, la “fatica” compiuta sarà ampiamente ricompensata da un rigenerante bagno nelle limpide acque della baia di Punta Troia. Per chi conserva ancora un po' energia e voglia di camminare, c'è la possibilità di arrivare al castello con un percorso di circa un quarto d'ora. Da quassù si può osservare in lontananza l'abitato di Marettimo con la sua tipica forma a stella.
L'isola è molto affascinante anche se esplorata dal mare. Attraverso le numerose escursioni in barca è infatti possibile visitare le molte grotte e insenature, all'interno delle quali ci si può soffermare e fare il bagno.
Il clima è gradevole tutto l'anno, con inverni molto miti ed estati lunghe e calde.
- Mappa e info sui sentieri che percorrono l'isola
- Ustica Lines: collegamenti per l'arcipelago delle Egadi da Trapani e Marsala.
- Galleria fotografica.
lunedì 8 agosto 2011
Sentiero natura "Gurne dell'Alcantara"
Il sentiero "Le gurne dell'Alcantara" si snoda all'interno del Parco fluviale dell'Alcantara (dall'arabo Al qantar, il ponte), nel territorio di Francavilla di Sicilia. Il percorso è di tipo circolare, prende il via dal centro abitato di Francavilla e si svolge ai piedi delle rovine dell'antico castello, edificato dai Normanni tra il 1100 e il 1200. Le Gurne sono piccoli laghetti di forma circolare creati dall'azione erosiva del fiume sulle colate laviche dell'Etna. Il sentiero rappresenta un vero e proprio viaggio all'interno della natura, della storia e delle tradizioni culturali della valle dell'Alcantara. Oltre ai ruderi del castello si possono infatti osservare gli scavi archeologici di un'antica città greca, le saje (canali utilizzati per irrigare i terreni circostanti) di derivazione araba, e i resti dell'antico mulino "Ciappa", che già nel 1896 forniva energia idroelettrica ai comuni di Francavilla e Castiglione. Ma è sicuramente la natura a farla da padrone, tra il blu dell'acqua, il nero delle pietre laviche e il verde delle lussureggiante vegetazione che circonda le gurne, con esemplari di pioppi, salici, roverelle e oleandri. Tra la fauna è possibile incontrare esemplari di volpi, martore, donnole, istrici, ghiri, carpe e più di un centinaio di specie di uccelli.
Il percorso garantisce una buona accessibilità a disabili e non vedenti, ed è facilmente percorribile anche dai bambini.
Come arrivare
Percorrendo l'autostrada A18 Messina-Catania uscire allo svincolo di Giardini Naxos e prendere la Strada Statale 185 fino all'abitato di Francavilla di Sicilia.
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